Ezio Mestrovich
Foiba in autunno

introduzione di Elvio Guagnini

248 pp. € 15,00

Il racconto è articolato attorno ad una famiglia di villeggianti, i signori Anna e Renato Dobrilla ed il loro figlio Giorgio. Il signor Renato da studente era fuggito da Fiume e ora, da pensionato, passa alcuni mesi all’anno in un albergo di Laurana (nota località turistica della costa orientale istriana), preferibilmente nei mesi autunnali. I tre stanno godendosi tranquillamente le vacanze in un’atmosfera amichevole, quando subentra la rottura  dell’equilibrio. Un inspiegabile omicidio funesta le loro placide giornate, la serenità delle serate trascorse insieme ad alcuni amici del posto attorno a una tavola imbandita alla “konoba” (osteria), i discorsi semplici ed i cibi “domac´i” (caserecci), le parole d'intesa. Il delitto, apparentemente inspiegabile, è inspiegabilmente feroce: una testa sepolta e dissotterrata dal cane Moro e separata dal corpo rinvenuto là vicino, sul ciglio di una foiba. Di fronte all’efferatezza dell’omicidio  che coinvolge sia la Colonia (sono alcune case vicino a Laurana, a mezzo monte) che l’abitato più vasto, il lettore è indotto a scivolare su varie piste, perché l’autore fa gravare l’ombra del sospetto su parecchi personaggi onde cogliere le posizioni e le parzialità differenti di chi – italiano e croato – è vissuto come noi in questo nostro intricato crocevia obbedendo a visioni del mondo fra loro incompatibili.  A breve distanza di tempo, un secondo omicidio: un cadavere che certi sub di Mestre, che fanno dei corsi di addestramento a Laurana, trovano in mare legato con pesanti catene. Si tratta di coincidenze o c'è sotto qualcosa di molto più pericoloso, qualcosa che collega i due cadaveri? Forse è meglio non rivangare quelle vecchie storie, forse è meglio non riaprire quelle vecchie ferite? Tra giochi di complicità, di silenzi e opportunismi, il mistero risulta del tutto impenetrabile a una razionalità logica.
(...) Foiba  in autunno era un libro da pubblicare, perché aiuta a ragionare e a discutere, rompe i luoghi comuni di una storia ideologica e propagandistica, costruita tutta di «buoni» e di «cattivi» e perciò secondo quegli schemi manichei utili sempre a tutte le caste di potere e a tutti gli equilibri di conservazione.

dall'introduzione di Nelida Milani

Passaggi
Un piccolo ma ambizioso fatto editoriale “di confine”: è nata “Passaggi”, la nuova collana di libri dedicata a prosatori e poeti appartenenti, con significazioni diverse, alla cultura dell’Istria e del Quarnero e frutto della collaborazione tra  “Il Ramo d’Oro Editore” di Trieste e l’EDIT di Fiume (la casa editrice della Minoranza italiana in Slovenia e Croazia).  Perché ambizioso? Perché i volumi in questione (dodici per l’esattezza, sei di autori che hanno lasciato la terra d’origine e sei di “rimasti”), saranno distribuiti ad hoc, nel giro di tre anni a partire da quello in corso, attraverso una ottantina di librerie specializzate della penisola e, quasi contemporaneamente, verranno pubblicate e diffuse le loro edizioni slovena e croata.